ENDOMETRIOSI E MICROBIOTA: UN LEGAME SEMPRE PIU’ IMPORTANTE PER LA SALUTE FEMMINILE.

22/06/2026

L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica che colpisce milioni di donne nel mondo e che spesso si manifesta con dolore pelvico, mestruazioni molto dolorose, gonfiore addominale, stanchezza cronica e difficoltà di fertilità. Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha iniziato a concentrarsi su un elemento fondamentale ma spesso sottovalutato: il microbiota.

Oggi sappiamo infatti che l’intestino, il sistema immunitario e l’equilibrio ormonale sono strettamente collegati. Alterazioni del microbiota intestinale possono contribuire all’infiammazione cronica e influenzare direttamente l’evoluzione dell’endometriosi.

Che cos’è il microbiota?

Il microbiota è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro organismo, soprattutto nell’intestino. Batteri “buoni”, virus, funghi e altri microrganismi convivono normalmente in equilibrio e svolgono funzioni fondamentali:

  • regolano il sistema immunitario;
  • aiutano la digestione;
  • producono vitamine e sostanze antinfiammatorie;
  • influenzano gli ormoni;
  • proteggono dalle infezioni.

Quando questo equilibrio si altera si parla di disbiosi intestinale. In questa condizione aumentano i batteri pro-infiammatori e diminuiscono quelli protettivi.

Endometriosi e infiammazione cronica

L’endometriosi è considerata una malattia infiammatoria estrogeno-dipendente. Questo significa che gli estrogeni e i processi infiammatori alimentano la crescita delle cellule endometriosiche al di fuori dell’utero. Molte donne con endometriosi presentano:

  • gonfiore addominale;
  • alterazioni intestinali;
  • colon irritabile;
  • stipsi o diarrea;
  • maggiore sensibilità al dolore;
  • infiammazione sistemica persistente.

Negli ultimi studi è emerso che il microbiota intestinale può influenzare direttamente questi meccanismi.

Il ruolo dell’estroboloma

Una parte specifica del microbiota intestinale viene chiamata “estroboloma”. Si tratta dell’insieme dei batteri capaci di metabolizzare gli estrogeni.

Quando il microbiota è sano, gli estrogeni vengono eliminati correttamente attraverso intestino e fegato. In presenza di disbiosi, invece, alcuni batteri possono favorire il riassorbimento degli estrogeni nel sangue. Il risultato è un aumento degli estrogeni circolanti che può:

– alimentare le lesioni endometriosiche;

– aumentare l’infiammazione;

– peggiorare il dolore pelvico;

– favorire la progressione della malattia.

Questo spiega perché molte donne con endometriosi presentano anche sintomi intestinali importanti.

Microbiota intestinale e sistema immunitario

Circa il 70% del sistema immunitario si trova nell’intestino. Un microbiota alterato può modificare la risposta immunitaria e mantenere uno stato infiammatorio continuo.

Nell’endometriosi il sistema immunitario spesso non riesce a eliminare correttamente le cellule endometriali fuori sede. La disbiosi intestinale può contribuire a questo squilibrio aumentando:

  • citochine infiammatorie;
  • stress ossidativo;
  • sensibilizzazione nervosa;
  • dolore cronico.

Per questo motivo oggi il trattamento dell’endometriosi non può limitarsi soltanto alla terapia ormonale, ma deve considerare anche l’equilibrio intestinale e metabolico.

Alimentazione e microbiota nell’endometriosi

L’alimentazione rappresenta uno degli strumenti più importanti per migliorare il microbiota e ridurre l’infiammazione.

Gli alimenti maggiormente consigliati includono:

– verdure ricche di fibre;

– frutti rossi;

– pesce ricco di omega-3;

– olio extravergine d’oliva;

– cereali integrali;

– legumi;

– alimenti fermentati come kefir e yogurt naturale.

È invece utile ridurre:

– zuccheri raffinati;

– alimenti ultra-processati;

– eccesso di latticini;

– alcol;

– grassi trans;

– eccesso di glutine nelle pazienti sensibili.

Una dieta antinfiammatoria può aiutare a migliorare sia il microbiota sia la sintomatologia dolorosa.

Probiotici ed endometriosi

Alcuni studi suggeriscono che specifici probiotici possano avere effetti benefici nelle donne con endometriosi. I ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium sembrano contribuire a:

– ridurre l’infiammazione intestinale;

– migliorare la barriera intestinale;

– sostenere il sistema immunitario;

– ridurre gonfiore e disturbi digestivi.

Naturalmente i probiotici devono essere scelti in modo personalizzato, valutando sintomi, alimentazione e storia clinica della paziente.

Il microbiota vaginale

Anche il microbiota vaginale svolge un ruolo importante. Nelle donne con endometriosi si osservano frequentemente alterazioni della flora vaginale con riduzione dei lattobacilli protettivi.

Questo può aumentare:

– infezioni ricorrenti;

– infiammazione locale;

– dolore nei rapporti;

– sensibilità vulvare e pelvica.

Prendersi cura del microbiota significa quindi considerare il benessere intestinale e vaginale come parte integrante della salute ginecologica.

Un approccio integrato alla paziente

Oggi la gestione dell’endometriosi richiede un approccio multidisciplinare che tenga conto di:

– equilibrio ormonale;

– infiammazione;

– alimentazione;

– microbiota;

– stile di vita;

– gestione dello stress;

– qualità del sonno;

– attività fisica.

L’obiettivo non è soltanto ridurre il dolore, ma migliorare la qualità di vita della donna nel lungo periodo.

Conclusione

La correlazione tra endometriosi e microbiota rappresenta una delle aree più promettenti della medicina moderna. L’intestino non è più considerato un organo separato dal sistema ginecologico, ma un vero protagonista dell’equilibrio ormonale e immunitario femminile.

Comprendere e trattare la disbiosi intestinale può diventare un supporto importante nella gestione dell’endometriosi, contribuendo a ridurre infiammazione, dolore e sintomi intestinali.

Prendersi cura del microbiota significa quindi prendersi cura della salute femminile a 360 gradi.

Dott.ssa Annamaria Lanzani

Ginecologa