ORMONI BIOIDENTICI IN MENOPAUSA: COSA SONO E QUANDO POSSONO ESSERE UTILIZZATI?
07/10/2026
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di ormoni bioidentici come possibile approccio ai disturbi della menopausa. Vampate, insonnia, alterazioni dell’umore, secchezza vaginale, dolore durante i rapporti e modificazioni della composizione corporea possono infatti comparire quando la produzione ovarica di estrogeni e progesterone diminuisce.
Ma cosa significa realmente “bioidentico”? E soprattutto: bioidentico significa naturale e privo di rischi? La risposta richiede qualche precisazione.
Cosa sono gli ormoni bioidentici?
Con il termine bioidentico si indicano ormoni che possiedono una struttura molecolare identica a quella degli ormoni prodotti dall’organismo umano. Tra quelli utilizzati nella terapia della menopausa troviamo principalmente:
- 17β-estradiolo, equivalente all’estradiolo prodotto dalle ovaie;
- progesterone micronizzato, strutturalmente identico al progesterone umano.
Possono esistere inoltre preparazioni contenenti altri ormoni, come estriolo, DHEA o testosterone, ma indicazioni, evidenze e autorizzazioni variano in funzione della sostanza e della formulazione. Un punto fondamentale è che “bioidentico” non significa automaticamente “galenico”, “naturale” o “alternativo”. Esistono infatti medicinali contenenti estradiolo e progesterone bioidentici prodotti industrialmente, standardizzati e sottoposti ai normali controlli previsti per i farmaci.
Perché vengono utilizzati in menopausa?
Con la menopausa la riduzione degli estrogeni può determinare sintomi vasomotori e genitourinari. Quando appropriata, la terapia ormonale della menopausa può essere utilizzata per il trattamento di sintomi come vampate e sudorazioni notturne e, attraverso formulazioni specifiche, dei disturbi genitourinari. La terapia deve però essere costruita sulla singola donna considerando età, distanza dalla menopausa, presenza dell’utero, intensità dei sintomi, anamnesi e fattori di rischio individuali.
Estradiolo transdermico: cerotto o gel
L’estradiolo può essere somministrato attraverso differenti vie. Una possibilità particolarmente interessante è la via transdermica, mediante cerotto o gel: l’ormone viene assorbito attraverso la cute ed entra nella circolazione evitando il primo passaggio epatico. La scelta tra terapia orale e transdermica non è semplicemente una questione di comodità. Via di somministrazione, dose e caratteristiche della paziente possono modificare il profilo beneficio-rischio della terapia.
Il ruolo del progesterone
Nelle donne che conservano l’utero, alla terapia estrogenica sistemica deve generalmente essere associata un’adeguata protezione dell’endometrio mediante un progestogeno. Una delle possibilità è il progesterone micronizzato, anch’esso bioidentico. Questo punto è fondamentale: assumere estrogeni sistemici senza un’adeguata protezione endometriale in una donna con utero può favorire l’iperplasia endometriale e aumentare il rischio di carcinoma dell’endometrio.
Bioidentico significa più sicuro?
È probabilmente il principale equivoco. Il fatto che una molecola sia identica a un ormone umano non significa che sia automaticamente priva di effetti collaterali o controindicazioni. Gli ormoni bioidentici esercitano effetti biologici reali e, come qualsiasi terapia ormonale, devono essere prescritti dopo un’attenta valutazione clinica. Rischi e benefici dipendono da numerosi fattori: tipo di ormone, dose, via di somministrazione, durata della terapia, età della donna e caratteristiche individuali. La terapia ormonale può essere associata, a seconda del regime e del profilo individuale, a rischi quali tromboembolia venosa, ictus, patologie della colecisti e, per alcune combinazioni e durate di trattamento, modificazioni del rischio di tumore mammario.
Ormoni bioidentici e preparazioni galeniche: non sono la stessa cosa
Questa distinzione è essenziale. Un ormone può essere bioidentico e contemporaneamente contenuto in un medicinale standardizzato e autorizzato. Diverso è il caso delle preparazioni ormonali personalizzate realizzate mediante compounding o preparazione galenica. Queste possono avere un ruolo in particolari circostanze cliniche, per esempio quando una paziente necessita di una formulazione non disponibile commercialmente. Tuttavia, non esistono prove sufficienti per affermare che le preparazioni bioidentiche personalizzate siano, in generale, più efficaci o più sicure dei medicinali ormonali approvati. ACOG raccomanda infatti di preferire, quando disponibili, formulazioni approvate rispetto alle preparazioni bioidentiche composte di routine.
E i dosaggi personalizzati attraverso test salivari?
Un’altra pratica talvolta associata agli ormoni bioidentici consiste nel misurare ripetutamente gli ormoni nella saliva per stabilire una “dose personalizzata”. Le evidenze disponibili non supportano l’utilizzo routinario dei test ormonali salivari per regolare la terapia ormonale della menopausa. I livelli ormonali possono fluttuare e le concentrazioni salivari non permettono di definire in modo sufficientemente affidabile la dose ideale per una singola donna. La terapia viene quindi generalmente personalizzata soprattutto sulla base di sintomi, risposta clinica, effetti indesiderati, anamnesi e profilo di rischio.
Quali possono essere i vantaggi?
Quando correttamente indicata e prescritta, una terapia ormonale contenente ormoni bioidentici può contribuire a migliorare:
vampate e sudorazioni notturne, qualità del sonno quando disturbato dai sintomi vasomotori, secchezza e disturbi genitourinari e qualità della vita correlata alla menopausa.
La terapia ormonale sistemica può inoltre contribuire alla prevenzione della perdita di massa ossea durante il trattamento. Non deve però essere proposta come una generica terapia “anti-aging” o come soluzione universale per tutte le conseguenze dell’invecchiamento.
Una terapia sempre più personalizzata
Il concetto più moderno non è quindi scegliere tra ormoni “naturali” e “sintetici”, ma individuare la molecola, la dose, la via di somministrazione e la durata più appropriate per quella specifica donna. Per alcune pazienti potrà essere indicato l’estradiolo transdermico associato al progesterone micronizzato; per altre saranno più appropriate formulazioni differenti o terapie non ormonali. La scelta deve sempre partire da una valutazione ginecologica completa.
In conclusione
Gli ormoni bioidentici rappresentano una possibilità importante nella terapia della menopausa, ma il termine non deve diventare sinonimo di “naturale e senza rischi”. Esistono ormoni bioidentici all’interno di medicinali standardizzati e controllati, mentre per molte preparazioni personalizzate composte mancano dati di qualità sufficienti per sostenere che siano superiori o più sicure delle formulazioni autorizzate.
L’obiettivo della moderna medicina della menopausa dovrebbe essere quello di superare le terapie uguali per tutte e costruire, quando esiste un’indicazione, un percorso realmente personalizzato basato sulle evidenze scientifiche e sul profilo di salute della donna.
Dott.ssa Annamaria Lanzani
Medico Chirurgo, Specialista in Ginecologia e Ostetricia