VAMPATE E MENOPAUSA: COSA SAPPIAMO OGGI SULLE OPZIONI NON ORMONALI.
24/08/2026
Quando le vampate diventano frequenti, la menopausa può avere un impatto che va ben oltre l’improvvisa sensazione di calore. Gli episodi notturni possono interrompere il sonno e, giorno dopo giorno, favorire stanchezza, difficoltà di concentrazione, irritabilità e una riduzione generale della qualità della vita.
La terapia ormonale della menopausa rimane un trattamento molto efficace per molte donne, ma esistono situazioni nelle quali gli ormoni non possono essere utilizzati oppure la donna preferisce un’alternativa. Proprio da questa esigenza nasce una delle aree più interessanti della ricerca recente: controllare le vampate senza somministrare estrogeni o progestinici, agendo direttamente sui circuiti cerebrali che regolano la temperatura. In questo scenario si inserisce elinzanetant, commercializzato come Lynkuet, farmaco non ormonale autorizzato nell’Unione Europea nel novembre 2025 per il trattamento dei sintomi vasomotori moderati-gravi.
Elinzanetant: cosa cambia rispetto alle terapie tradizionali?
Elinzanetant appartiene a questa nuova strategia terapeutica. È un antagonista dei recettori NK1 e NK3 delle neurochinine. In altre parole, non cerca di ripristinare i livelli degli ormoni che diminuiscono con la menopausa. Il suo bersaglio è differente: riduce alcuni segnali neurologici coinvolti nell’alterazione della termoregolazione. È quindi importante sottolineare che elinzanetant non contiene estrogeni né progestinici e non è una terapia ormonale sostitutiva. (ema.europa.eu)
Cosa hanno mostrato gli studi?
L’efficacia è stata valutata in due studi principali che hanno coinvolto complessivamente 796 donne. Dopo quattro settimane, nelle donne trattate con elinzanetant il numero medio di vampate quotidiane moderate-gravi era diminuito di circa 8 episodi al giorno, rispetto a una riduzione di circa 5 episodi nel gruppo placebo. A 12 settimane, la diminuzione media raggiungeva circa 9 vampate al giorno con elinzanetant, rispetto a circa 6 con placebo. Il beneficio non riguardava soltanto il numero degli episodi. Le partecipanti trattate hanno riferito anche un maggiore miglioramento della gravità delle vampate, dei disturbi del sonno e della qualità di vita legata alla menopausa. Inoltre, uno studio di supporto ha evidenziato che l’effetto sulla frequenza delle vampate si manteneva per almeno 50 settimane. (ema.europa.eu)
Perché il sonno è un punto importante?
Per alcune donne il problema più difficile da gestire non è la vampata durante il giorno, ma ciò che accade durante la notte. Sudorazioni e ripetuti risvegli possono compromettere la continuità del sonno e avere ripercussioni nelle ore successive: minore energia, difficoltà di concentrazione, irritabilità e peggioramento della sensazione di benessere. Il fatto che elinzanetant agisca sia sui recettori NK1 sia sugli NK3 è particolarmente interessante perché, nel programma clinico, sono stati valutati anche i disturbi del sonno. Rispetto al placebo, le donne trattate hanno riportato un miglioramento di questo aspetto. (ema.europa.eu) Questo dato, tuttavia, non deve trasformare elinzanetant in un generico “farmaco per dormire”: la sua finalità terapeutica resta il trattamento dei sintomi vasomotori moderati-gravi.
Assunzione e sicurezza
Secondo le informazioni regolatorie europee, Lynkuet viene assunto per via orale una volta al giorno, al momento di coricarsi ed è disponibile su prescrizione medica. (ema.europa.eu)
Prima di iniziare il trattamento è quindi necessaria una valutazione clinica che consideri la storia della paziente, gli eventuali altri farmaci assunti e possibili controindicazioni o interazioni. Nelle donne trattate per sintomi vasomotori associati alla menopausa, gli effetti indesiderati più comuni segnalati dall’EMA comprendono cefalea e stanchezza, con una frequenza che può arrivare fino a una persona su dieci.
Elinzanetant non deve essere utilizzato in gravidanza o quando questa sia sospettata. Inoltre è sottoposto a monitoraggio addizionale, procedura utilizzata anche per alcuni medicinali nuovi per raccogliere più rapidamente ulteriori informazioni sulla sicurezza durante l’impiego clinico. (ema.europa.eu)
Un’opzione rilevante anche durante la terapia endocrina per carcinoma mammario
L’autorizzazione europea di elinzanetant presenta un’altra caratteristica di particolare interesse: comprende anche i sintomi vasomotori provocati dalla terapia endocrina adiuvante correlata al carcinoma mammario. L’indicazione europea riguarda infatti sia i sintomi vasomotori moderati-gravi associati alla menopausa sia quelli causati da questa terapia oncologica. (ema.europa.eu) Uno studio condotto su 474 donne sottoposte a terapia endocrina adiuvante ha mostrato che, dopo 12 settimane, le vampate moderate-gravi erano diminuite mediamente di circa 8 episodi quotidiani con elinzanetant, rispetto a circa 4 con placebo. Anche in questa popolazione sono stati osservati miglioramenti riferiti dalle pazienti per sonno e qualità della vita. (ema.europa.eu) È un elemento clinicamente importante perché le terapie che interferiscono con l’attività estrogenica possono determinare sintomi vasomotori particolarmente problematici.
La terapia ormonale diventerà superflua?
No. L’arrivo degli antagonisti delle neurochinine non significa che la terapia ormonale della menopausa debba essere abbandonata o sostituita in tutte le donne. Significa, piuttosto, poter disporre di una possibilità terapeutica aggiuntiva. La gestione moderna della menopausa tende sempre più verso la personalizzazione. Per alcune donne la terapia ormonale può essere appropriata; per altre può essere preferibile prendere in considerazione un trattamento non ormonale. E soprattutto, controllare le vampate rappresenta soltanto una parte della gestione della menopausa. Una valutazione completa dovrebbe prendere in considerazione anche salute cardiovascolare e metabolica, salute ossea, apparato genitourinario, sessualità, sonno, attività fisica, alimentazione e benessere psicologico.
Verso una menopausa sempre più personalizzata
La vera novità rappresentata da elinzanetant non riguarda soltanto l’arrivo di un altro farmaco. La ricerca sulle neurochinine ci mostra quanto sia cambiata la conoscenza dei sintomi vasomotori: la diminuzione degli estrogeni rimane centrale, ma oggi comprendiamo meglio come questa modificazione ormonale influenzi specifici circuiti neuroendocrini cerebrali responsabili della termoregolazione. Questa maggiore conoscenza sta rendendo possibili trattamenti più mirati. Per le donne che convivono con vampate frequenti, sudorazioni notturne e sonno disturbato, il punto fondamentale è quindi che le possibilità terapeutiche sono aumentate e comprendono oggi anche opzioni specificamente non ormonali.
Non esiste però una terapia identica per tutte. La scelta dovrebbe essere effettuata dopo una valutazione ginecologica e medica individuale, considerando intensità dei sintomi, storia clinica, fattori di rischio,eventuali terapie concomitanti e preferenze della donna.
Dott.ssa Annamaria Lanzani
Medico Chirurgo, Specialista in Ginecologia e Ostetricia